RIMINI - Itinerario Romano
PONTE DI TIBERIO Il Ponte di Tiberio è un inno alla sapienza ingegneristica degli antichi Romani. Costruito 2000 anni fa, è rimasto sempre in piedi. Ha resistito anche a guerre e bombardamenti. Il segreto è che i singoli piloni si basano su una fondazione unica. Candido, in pietra d’Istria, con i suoi 5 archi fa parte del paesaggio mentre sotto ondeggiano flotte di piccole barche sulle quali è possibile anche fare un tour.
PIAZZA TRE MARTIRI Antico foro romano, incontro del decumanus maximus e del cardo romano. Era qui che si svolgeva la vita civica dei riminesi che parlavano latino. All’imbocco di via IV Novembre, ecco un cippo a ricordo dell’appello che Cesare avrebbe pronunciato alle legioni nel foro, dopo il passaggio del Rubicone.Oggi la piazza si chiama Tre Martiri in onore di tre partigiani caduti nel 1944.
PORTA MONTANARA Che posizione invidiabile aveva Ariminum. Era protetta da tre lati dall’acqua (il mare, il fiume Marecchia e il torrente Ausa, oggi sotterraneo). Così l’unico fronte da difendere era quello dai monti a nord. Ma chi entrava in città da quel lato trovava Porta Montanara.Smantellata nel dopoguerra nel corso di un riarredo urbano, è stata reinserita di recente,con i materiali originali, in via Garibaldi, leggermente spostata rispetto alla posizione originale.
ARCO DI AUGUSTO Fra tutti gli archi dell’antica Roma superstiti è il più antico: 27 a.C.Alto 17 metri, in pietra d’Istria, fu l’imperatore Augusto che lo volle erigere qui a Rimini. Le divinità rappresentate nei tondi (Giove e Apollo nel lato esterno, Nettuno e Roma verso la città) richiamavano la grandezza di Roma e la potenza di Augusto. La merlatura sulla sommità fu aggiunta nell’Alto Medio Evo, intorno al X sec.
ANFITEATRO ROMANO Dell’Anfiteatro (II d.C.) oggi sono visibili i ruderi del lato mare.L’Anfiteatro conteneva oltre 12.000 spettatori. L’Anfiteatro è stato scoperto solo nel 1800: qui erano stati costruiti un convento di suore e altri edifici.
DOMUS DEL CHIRURGO Il tesoro archeologico è venuto alla luce nel 1989 e consegnato alla città dopo 18 anni di paziente restauro. L’area del ritrovamento, estesa su 700 mq, comprende diverse costruzioni di cui, la più interessante è la Domus del Chirurgo. Si tratta dei resti di un’antica domus romana risalente al II secolo d.C. La Domus del Chirurgo, a due piani, si affacciava direttamente sul mare, arretrato di 1 km rispetto ad oggi. Il reperto forse più eccezionale è una collezione di ben 150 strumenti chirurgici. Essi non hanno lasciato dubbi circa l’identità del padrone di casa: un medico. Visitando la domus si possono apprezzare bellissimi mosaici mentre i ferri chirurgici e i vari utensili sono conservati al museo comunale.